18 Aprile 2024
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Perché viene il singhiozzo e che cos’è questo strano disturbo ignoto? In certi casi diventa esasperante e sembra non finire mai, neanche con i rimedi classici della nonna.

La scienza non ha ancora trovato tutti i tasselli per completare il puzzle, eppure ci sono delle cose che in pochissimi conoscono in merito al singhiozzo. Le scopriamo insieme?

Che cos’è il singhiozzo?

Studiare l’origine del singhiozzo non è facile. Nessun essere vivente è in grado di farlo su comando, ed è una azione involontaria che si manifesta inaspettatamente. Questo non significa che gli scienziati, sino ad oggi, non abbiano scoperto nulla su questo fenomeno; al contrario, ci sono state delle rivelazioni particolari e molto interessanti.

Le origini di questa manifestazione non sono comunque chiare e le ipotesi sono tantissime. Alcuni sostengono che sia dovuto ad una mancata evoluzione del corpo umano nei secoli, con la chiusura delle vie respiratorie solo in determinate situazioni.

Il riflesso involontario è anche utile nelle prime fasi di sviluppo, i feti iniziano a singhiozzare dall’ottava settimana di gestazione e continuano anche durante l’allattamento.

Perché arriva il singhiozzo e quanto dura?

La manifestazione del singhiozzo arriva nel momento in cui muscoli intercostali esterni e diaframma si contraggono. Questa azione, causa un inalazione d’aria rapida e solo 35 millisecondi dopo le corde vocali si chiudono e inizia la contrazione vera e propria.

I medici professionisti del settore evidenziano sia una irritazione del nervo frenico, quello che controlla il diaframma e le sue contrazioni. Il singhiozzo arriva a seguito di una rapida ingestione di bevande/cibo insieme ad aria e stimoli che irritano la mucosa gastrica.

E la durata? Non è possibile definire la durata di un singhiozzo, che arriva anche a due ore. Ovviamente, se la situazione non migliora è bene rivolgersi immediatamente ad un medico esperto così che possa valutare la situazione.

Tra le curiosità nel mondo, il record per il singhiozzo più lungo appartiene a Charles Osborne. Il contadino dell’Iowa ha accusato il disturbo per 68 anni, sino a 20 volte al minuto.

Si può bloccare il singhiozzo?

Ci sono alcune credenze popolari in merito ai metodi per bloccare il singhiozzo. Le nonne consigliano di prendere acqua e zucchero, trattenere il respiro per alcuni secondi o bere acqua con il naso tappato.

Sono tutte modalità che nel tempo hanno trovato riscontro, seppur non siano metodologie scientificamente approvate. In realtà, non ci sono dei metodi medici che possono far passare il singhiozzo, per questo si ricorre a quelli antichi delle nonne.

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Secondo i medici, l’aumento di concentrazione di CO2 aiuta a far diminuire il singhiozzo cronico. La modifica del ritmo respiratorio è importante per interrompere il meccanismo involontario, agendo direttamente sul disturbo.

Francis Fesmire è un medico che ha condotto alcuni studi sul singhiozzo, notando che la stimolazione del nervo vago possa essere la soluzione. In alcune circostanze ha funzionato attuando la stimolazione elettricamente, in altre il disturbo ha continuato ad andare avanti senza sosta.

In realtà, non ci sono metodi standard per farlo passare ma in alcuni rari casi potrebbe essere il campanello d’allarme per altre patologie.

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