16 Aprile 2024
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Piangere senza motivo è possibile? In realtà, secondo recenti studi, si piange sempre per un motivo bensì questo sia stato ben nascosto nel tempo.

Le lacrime, inoltre, rappresentano un catalizzatore di cure di altissimo livello. L’Università di Tilburg ha condotto uno studio, dimostrando che una persona in difficoltà che piange è in grado di trovare una soluzione immediata al suo problema. Uno sfogo, un lubrificante naturale per gli occhi e un grande nemico dello stress: scopriamo insieme cosa significa piangere senza motivo?

Piangere senza motivo, qual è il suo significato?

Piangere senza motivo, come accennato, non è possibile e le cause sono di norma occulte e nascoste. Ci sono dei problemi e dei pensieri che vengono chiusi dentro un cassetto, così che non escano, ma da un momento all’altro ci si ritrova a piangere definendo l’azione “senza un motivo valido”.

Il vero significato di questo momento di debolezza è il lasciarsi andare e abbandonarsi alla liberazione. Piangere significa sfogarsi, non pensare e ricominciare da zero.

Perché si piange senza motivo?

Tantissime persone tendono a chiudersi in sé stesse, accumulare i conti in sospeso con il passato sino a quando non gli si presenta il conto. Basta una canzone, un film, un viaggio in solitaria o l’essere bloccati nel traffico per iniziare a piangere senza un valido motivo.

La mente fa emergere lo stress emotivo accumulato nel tempo e ci sono tantissimi motivi per la quale si inizia a piangere, da un momento all’altro.

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Insonnia

Il riposo notturno è importantissimo. È il momento in cui il cervello si disconnette e recupera le forze che ha perso durante la giornata. Se si passano le otto ore di sonno in un dormiveglia continuo, tra cellulare – pensieri e serie televisive, lo stress mentale arriverà ad un livello tale da sfociare in pianti immotivati e discontinui.

Rabbia repressa

Ci sono tantissime persone che riescono a reprimere la rabbia, la sofferenza, i torti subiti e rispondono con un sorriso. Una condizione particolare che non permette di sfogarsi, tanto da arrivare al culmine ed esplodere con il pianto.

Un consiglio? Rispondere, far valere le proprie idee e non aver alcun timore nel parlare.

Tristezza accumulata

Quando si piange senza un motivo non deve essere un sintomo legato alla depressione. Nonostante quest’ultimo sia un disturbo dell’umore frequente, una tristezza accumulata nel tempo può avere il medesimo effetto collaterale.

I sintomi come la tristezza, il senso di vuoto e la disperazione possono scatenare crisi di pianto immotivate, durante il corso della giornata.

Ansia e stress

Non sono da meno l’ansia e lo stress, soprattutto quando le giornate sono difficili da gestire e i problemi gravi si accumulano continuamente. Mente e corpo si ritrovano all’interno di un labirinto, sino a quando non ci si rende conto essere impossibile trovare una via di fuga. Il pianto liberatorio è un beneficio, un campanello d’allarme e un modo per ritrovare la lucidità nel gestire le varie problematiche.

Ovviamente, nel momento in cui l’ansia si trasforma in una condizione clinica particolare è bene rivolgersi ad un professionista del settore.

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